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Flavio Bucci in Sarto per signora alla Sala Umberto di Romada TeatriOnLine pubblicato da DANIELA OLIVIERI il 19/02/2010 Share on Facebook Una commedia degli errori perfettamente congegnata, scritta dal celebre commediografo francese George Feydeau, che ritrasse con intelligente ironia la società borghese della Bella Époque. Sarto per signora è l’opera più rappresentata di questo autore, considerato l’erede di Molière per la sua abilità di scrittura; autore e regista delle sue commedie, tra i testi delle battute inseriva anche le indicazioni per le luci e i dettagli scenografici che concorrevano a costruire le scene esilaranti. Disse di lui Jean Cocteau: «Il teatro era il suo vizio. Ci metteva la cura meticolosa dei maniaci». La vita frenetica parigina che lo consumò (morì a sessant’anni di sifilide) è riversata tutta nel suo teatro, dove un gran numero di personaggi si incontrano e si scontrano tra infiniti equivoci. In Sarto per signora il dottor Moulineaux (Flavio Bucci), sposato da sei mesi con Yvonne (Monica Belardinelli), è il motore di una serie di situazioni che vengono equivocate da tutti e che coinvolgono tutti: la suocera M.me Aigreville (Anna Cianca) scambiata per la regina del Portogallo, il cameriere Stefano (Giorgio Carminati) preso per il dottore padrone di casa, l’amante Susanna (Diana De Toni), moglie del generale Aubin ma vilipesa come sartina, Rosa Pomponette (Anna Casalino), ex moglie dello scocciatore Bassinet (Gino Nardella), “amica” di Aubin ma considerata a torto l’amante del dottor Moulineaux. George Feydeau si diverte a muovere le pedine in questo gioco di cicisbei “secondo schemi geometrici in cui le uscite e le entrate, gli incontri impossibili, le false scoperte, i rimandi e le coincidenze, disegnano figure impeccabili, riporta a un crollo totale dei valori di un’epoca sostituiti da congegni, ovvero strutture senza valori, vuoto riempito di convenzionali linee d’incontro e di scontro, per una follia catastrofica senza senso, un giudizio impietoso su una realtà ormai ridicola” (note dello spettacolo). La produzione Diaghilev-Cantieri Teatrali del Terzo Millennio mette in scena questo classico del teatro comico francese con una compagnia affiatata, diretta da Nucci La dogana, che da anni dirige Flavio Bucci, il grande attore torinese che purtroppo arriva all’appuntamento romano provato da un infortunio e costretto su una sedia a rotelle. Attorno a lui un cast di donne procaci e di uomini brillanti e ben caratterizzati.
Fino al 16 febbraio al Teatro Sala Umberto di Roma
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